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Episodio di Deep Space NineTerza stagione
The Die is Cast Family Business
Explorers
Numero di produzione468
Sequenza di trasmissione68
Week Of della prima trasmissione USA08.05.1995
Data della prima trasmissione sulla RAI26.12.1997
VHS britannica dell'episodio3.11 (PG)
StoriaHilary J. Bader
SceneggiaturaRené Echevarria
RegiaCliff Bole
MusicaDennis McCarthy
Titolo italianoIl vascello solare
Titolo franceseLes explorateurs
Titolo tedescoDie Erforscher
Titolo giapponeseYume no Kodai-sen (Dreamy Ancient Ship)
Titolo brasilianoExploradores
Data delle versioni dello script27.02.1995
Gul DukatMarc Alaimo
Dr. Elizabeth LenseBari Hochwald
LeetaChase Masterson
Data Stellare sconosciuta: Sisko, studiando antiche leggende e pergamene della tradizione bajoriana, si è convinto del fatto che gli antichi abitanti del pianeta fossero già a conoscenza del volo spaziale. Per dimostrare ciò, decide di costruire una nave solare e compiere un volo dimostrativo insieme a Jake.
  • Debutta Leeta.
  • Sisko ha il pizzetto.
  • Bashir e O'Brien diventano amici.
  • Jake rivela al padre le sue doti di scrittore facendogli leggere un suo racconto. Dice anche che gli è stata offerta una borsa di studio in letteratura in Nuova Zelanda. Jake è deciso a non approfittarne per restare con il padre.
  • Per la prima volta Jake cita Kasidy Yates e ne parla a Sisko.
  • René Echevarria ha ricevuto i credit sia come «Story by», sia come «Written by», benché di solito i credit di Deep Space Nine siano «Story by» per l'autore della storia e «Teleplay by» per l'autore della sceneggiatura.
  • La nave solare è stata disegnata da Jim Martin sotto la supervisione di Herman Zimmerman. Le scene di volo della nave sono state generate a computer da John Knoll, sotto la direzione del supervisore agli effetti visuali Glen Neufeld.
  • La canzone che cantano Bashir e O'Brien è Jerusalem, il cui testo integrale è:
    «And did those feet in ancient time
    Walk upon England's mountians green?
    And was the holy Lamb of God
    On England's pleasant pastures seen?
    And did the countenance divine
    Shine forth upon our clouded hills?
    And was Jerusalem builded here
    Among thoes dark Satanic mills?

    Bring me my bow of burning gold,
    Bring me my arrows of desire!
    Bring me my spear! Oh, clouds unfold!
    Bring me my charoit of fire.
    I will not cease from mental fight,
    Now shall my sword sleep in my hand,
    Till we have built Jerusalem
    In England's green and plesant land!»
  • In confronto alle dimensioni della nave, le vele solari sono troppo piccole per poter ricevere una spinta significativa dal vento.
  • Il viaggio sulla nave solare dura solo pochi giorni: in questo poco tempo la forza applicata dal vento solare sulle vele sarebbe del tutto trascurabile.
  • Sisko e Jake governano la nave modificando la posizione delle vele e ottenendo una risposta quasi immediata. Questo è impossibile: data la minuscola forza applicata dal vento solare, una variazione nella direzione richiederebbe settimane o mesi, se non anni interi.
  • È assurdo credere che gli antichi Bajorani abbiano usato una nave solare per andare nella cintura di Denorios. Su una tratta così breve la propulsione solare è del tutto inadeguata. Qualsiasi tipo di propulsione abbiano usato per portare la nave in orbita, la stessa sarebbe stata utilizzabile anche per il volo spaziale in maniera più efficace di una vela solare.
Bashir e O'Brien: Bring me my bow, of burn - ing gold... Bring me my ar - rows of de - sire... Bring me my spear! O clouds ? un-fold... Bring me my cha - ri-ots of fire! I will not cease, from men-tal fight... Nor shall my sword sleep in hand... Till we have built, Je-ru - sa - lem... In Eng-land's green and plea-sant land...
  • In una scena non apparsa nell'episodio Sisko dice che il nome che ha dato alla nave a vela che ha costruito è Baraka, che in lingua Swahili vuol dire «buona sorte».
Su questa pagina: CitazioniIn questo episodio...NoteScriptTramaYATI
Bevande: Scotch whisky
Personaggi: Erib

  
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